Fondazione Ing. GENNARO DE MATTEIS - ONLUS
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 Gennaro DE MATTEIS nasce a Isernia il 6 marzo 1894 dall’avv. Ferdinando De Matteis e Mariannina  Passarelli. Compie gli studi classici nel Collegio militare della Nunziatella di Napoli e li conclude con una  brillante licenza, risultando esonerato dagli esami del latino e del greco poiché di tali materie aveva mostrato,  nel corso degli studi, una completa padronanza. Frequenta l’Accademia Militare di Torino, risultando primo  assoluto del 100° Corso Nazionale 1914-1915. Con il grado di sottotenente in S.A.P. partecipa alle operazioni  militari per tutto il periodo della guerra 1915-1918; raggiunge il grado di Capitano nel 1° Reggimento Genio al  comando della 17^ compagnia Zappatori. Nella battaglia del Montello, per i fatti del 19-23 giugno 1918,  ottiene la medaglia di bronzo al valore militare per aver eseguito l’ordine di riunire gli uomini superstiti (fanti e  genieri) conducendoli all’attacco, "sprezzante di ogni pericolo, di bello esempio ai dipendenti, superava  gravi difficoltà con singolare energia, grande fermezza e alto sentimento del dovere”. In tempo di pace è  capo dell’Ufficio Progetti del Ministero della Difesa la cui attività si estende in tutto il territorio nazionale. A  Roma sono dovute a lui la progettazione e realizzazione: del Palazzo dei Marescialli in Piazza Indipendenza,  ora sede del Consiglio Superiore della Magistratura; della Caserma Nomentana; della Città Militare della  Cecchignola e dell'Istituto Storico e di Cultura dell’Arma del Genio in Lungotevere della Vittoria.
 Comanda e dirige la Scuola Militare del Genio di Civitavecchia. Dopo l’8 settembre del 1943 si trova a Tirana al Comando della Armata  dell’Est e si oppone alla resa. Fatto prigionieroviene deportato nello Stalag n. 367 (matricola n. 1140) a TSCHENSTOCHAU,  Governatorato nazista della Polonia. Congedato con ilgrado di Generale di Brigata continua l’attività come ingegnere civile per la quale  aveva conseguito l’abilitazione del 1950. Muore in Roma il 31 marzo 1984. Lascia tutti i suoi beni alla Fondazione che reca il suo nome  e che, secondo le sue disposizioni testamentarie, assegna borse di studio a giovani studenti che versino in difficoltà economiche e che  ne siano meritevoli. Credo che il senso della sua vita sia nell’incipit del testamento: “Confortato dal pensiero che tutti i miei cari  fratelli, sorelle e nipoti sono liberi dal bisogno e augurando loro sempre maggiori successi, nella virtù, io sottoscritto Gennaro De  Matteis…”. Anche per tale motivo è corretto che nella nostra tradizione familiare trovi il giusto posto anche questa “famiglia” che nel  nome di Gennaro De Matteis prosegue una lodevole attività virtuosa.
Ennio Parrelli
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